Il 5 maggio 1981 debuttava sulle emittenti televisive locali italiane Cybernella, l’antesignana di tutte le maghette dai capelli insoliti che avrebbero invaso i nostri schermi poco dopo. Ma a differenza delle colleghe nate negli anni successivi, lei non aveva poteri magici (né tantomeno un merchandise infinito di bacchette dorate a supportarla): era a tutti gli effetti un cyborg. Il suo titolo originale giapponese, Miracle Shōjo Limit-chan (ミラクル少女リミットちゃん), rivela le sue radici profonde all’interno della Toei Animation. La serie, nata dal genio del mangaka Shinji Nagashima e diretta da Takeshi Tamiya, ha debuttato in Giappone nel 1973, portando sul piccolo schermo un concetto fantascientifico rivoluzionario per l’epoca: una bambina dotata di un “piccolo cuore dentro un calcolatore”, dotata di una manopola rossa simile a quella di una lavatrice sul petto per attivare i suoi programmi speciali e i suoi sette poteri cibernetici.
Vogliamo parlare della mitica sigla italiana cantata da I Cavalieri del Re? Un “plagio” ritmico così spudorato del classico Ob-La-Di, Ob-La-Da dei Beatles da far impallidire persino la storica causa giudiziaria tra Al Bano e Michael Jackson per il brano I cigni di Balaka.
Per celebrare degnamente questa ricorrenza tonda che unisce i ricordi dei Millennials e della Generation X, nell’officina creativa di bybierre ho deciso di riproporvi una mia creazione originale in cui ho reimmaginato il personaggio in una salsa fantascientifica decisamente più matura, citando esplicitamente l’immaginario cyberpunk e visivo di Ghost in the Shell di Masamune Shirow.
E voi, ve la ricordavate questa piccola eroina atomica? Vi lascio un piccolo aiuto cantato per sbloccare la memoria: “Con l’orsacchiotto sempre di sentinella, sta arrivando Cybernella: Superbambina che vale per tre, perché ha un segreto che nessuno sa cos’è… piccolo cuore dentro un calcolatore, forza atomica e bontà…”

