“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura…” o forse era la fredda vetta dell’Himalaya? La recente visita del leggendario maestro Go Nagai in Italia ha riacceso la fiamma della nostalgia, ricordandoci il legame indissolubile tra il fumetto giapponese e la grande letteratura. Non è un segreto che il celebre mangaka sia rimasto folgorato fin dall’infanzia dalle illustrazioni di Gustave Doré per la Divina Commedia, un’influenza esplicita che ha plasmato capolavori horror come Mao Dante (1971) e il monumentale Devilman, che fece il suo debutto in Giappone nel 1972 (sia come manga che come celebre serie anime trasmessa da NET, oggi TV Asahi).
Partendo proprio da questa connessione culturale tra l’universo nagaiano e l’Inferno dantesco, ho voluto dare vita a un’idea tanto folle quanto inevitabile. Cosa sarebbe successo se il potente demone Amon, invece di fondersi con il timido studente Akira Fudo, avesse scelto come ospite umano il Sommo Poeta in persona?
Immaginate la furia demoniaca primordiale unita alla dotta, tagliente e sprezzante vena artistica dell’Alighieri. Il risultato è Devil Dante: la nuova illustrazione di bybierre che fonde l’iconico profilo fiero del poeta fiorentino, avvolto nel suo classico lucco rosso, con la pelle azzurra, le ali e la maschera d’ombra del protettore dell’umanità. Un tributo satirico e colto che unisce il trecento fiorentino con il re dei manga pop.

