“Evviva, finalmente ho capito la differenza tra la serie animata “Mimì e la Nazionale di Pallavolo” e “Mimì e le ragazze della Pallavolo”!”
Il primo anime parla di una studentessa delle scuole superiori appassionata di pallavolo e della sua squadra; il secondo parla di una studentessa delle scuole superiori appassionata di pallavolo e della sua squadra, ma non imparentata con la protagonista di Mila e Shiro.
In realtà, stiamo parlando di tre anime differenti che, a parte la rete sopra la quale volava il pallone, non avevano nulla a che fare l’uno con l’altro. Gli adattatori italiani si sono però divertiti a rimescolare le carte a colpi di omonimie e presunte parentele, registrate esclusivamente all’anagrafe dei nostri studi di doppiaggio.
Il “Triangolo delle Bermude” del volley animato
In Giappone, i titoli e le produzioni erano ben distinti. Tuttavia, la somiglianza dei nomi originali ha offerto il fianco a invenzioni creative per rassicurare il pubblico: “se piaceva la prima Mimì, piacerà anche la seconda”.
Ecco la vera identità delle tre serie:
- Attack No. 1 (1969) – In Italia: Mimì e la Nazionale di Pallavolo. È la serie originale della leggendaria Mimì Ayuhara. Un pilastro del genere spokon drammatico, fatto di sacrifici estremi e allenamenti al limite della tortura.
- Attack on Tomorrow! (1977) – In Italia: Mimì e le ragazze della Pallavolo. Qui nasce l’equivoco. La protagonista si chiama Mimì Hijiri. Nonostante il nome italiano, non è minimamente imparentata con la Ayuhara, né la serie è un suo sequel. È un anime completamente diverso prodotto da uno studio differente.
- Attacker You! (1984) – In Italia: Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo. Qui l’invenzione italiana tocca l’apice: Mila Hazuki viene presentata come la cugina della celebre Mimì Ayuhara. Peccato che in Giappone nessuno abbia mai informato gli autori di questa parentela, creata solo per sfruttare il successo del marchio “Mimì” in Italia.
Sospetto o strategia?
La verità è probabilmente molto pragmatica. Negli anni ’80, creare una continuità narrativa tra serie diverse era un ottimo modo per fidelizzare gli spettatori. In effetti, i titoli originali giocavano tutti sulla parola “Attack”, rendendo facile la sovrapposizione:
- Attack No. 1
- Attack on Tomorrow!
- Attacker You!
Sfruttando questa assonanza, l’adattamento italiano ha costruito un vero e proprio “universo condiviso” della pallavolo, unendo studi di produzione (come la TMS e la Nippon Animation) e decenni distanti tra loro in un unico, grande mappazzone.
Un’eredità di successi (e di dubbi)
Oggi, grazie al web, sorridiamo di fronte a questi “falsi storici”. Eppure, per chi ha vissuto quei pomeriggi su Rete 4 o Italia 1, la distinzione rimane sottile. C’era la Mimì degli allenamenti con le catene e la Mimì delle sfide scolastiche, entrambe icone di una stagione irripetibile.
