Vi siete mai chiesti a cosa servissero davvero quei misteriosi fori sul petto di Jeeg Robot d’Acciaio (Kōtetsu Jeeg)? E per quale folle motivo scientifico il Professor Shiba avrebbe impiantato una campana di bronzo nel cuore del figlio Hiroshi? In occasione del World Pasta Day (la Giornata Mondiale della Pasta), è arrivato il momento di svelare una rivoluzionaria e inconfutabile teoria culinaria che ho elaborato e disegnato qualche anno fa.
Dimenticate i raggi protonici. La veridicità storica ci insegna che il celebre mecha, nato nel 1975 dal genio rivoluzionario di Go Nagai insieme al disegnatore Tatsuya Yasuda, nascondeva una funzione molto più vicina alla tradizione italiana: la trafilatura al bronzo incorporata. Grazie ai componenti magnetici e alla mitica campana, il robot d’acciaio (che fece il suo storico debutto televisivo in Giappone su NET TV nell’ottobre del 1975 per poi stravolgere i palinsesti delle TV locali italiane dal 1979) era in grado di assemblare e sfornare una pasta dalla rugosità perfetta direttamente dai condotti pettorali.
In questa illustrazione cult firmata bybierre, vediamo il gigante d’acciaio intento a godersi un meritato piatto di maccheroni fumanti, estrusi direttamente dal proprio petto, sollevando un rigatone perfetto con la forchetta. Un crossover gastronomico e nostalgico che ridefinisce l’universo dei super robot nagaiani con il tipico tocco satirico e dissacrante che caratterizza le mie opere.
Tra Rigatomici, Mazinga Ziti e Trofie G7… voi quale tipo di pasta o piatto iconico avreste fatto assemblare a Jeeg per sconfiggere la fame e l’Impero Yamatai? Ditemi la vostra nei commenti sulle nostre pagine ufficiali di Facebook, Instagram e Threads!

